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Tatuaggi tribali: una guida per scegliere il tattoo Maori adatto a voi.

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Conoscete i Maori? Se la risposta è positiva… è probabile che il motivo sia (anche) perché con la loro cultura è diventata “preda” di tatuatori da ogni parte del mondo.

Ad ogni modo, i Maori sono una popolazione indigena proveniente dalla Nuova Zelanda, i cui antenati provenivano però dall’Asia meridionale. Tanti anni fa, questa popolazione decise di stabilirsi in Nuova Zelanda, sviluppando una cultura unica nel suo genere, con miti, tradizioni e costumi oggi facilmente riconoscibili. Il loro nome, “Maori”, nella loro lingua significa “gente comune”.

L’impatto con il mondo occidentale fu estremamente impressionante (per gli europei): quando infatti gli esploratori del vecchio Continente entrarono per la prima volta in contatto con loro, notarono il modo con cui marcavano permanentemente i loro corpi e i loro volti, e rimasero fortemente stupiti.

Tantissimo tempo dopo, i tatuaggi tribali di ispirazione Maori (ma difficilmente dei tattoo Maori “puri”) sono divenuti all’ordine del giorno negli studi di body art. Ma per quale motivo? E come potete scegliere un buon tatuaggio tribale per voi?

Tatuaggi tribali Maori: un segno della loro cultura

Il primo europeo a vivere come un Maori e a ricevere il pieno tatuaggio facciale Maori è stato Barnet Burns: si trattava di un marinaio, un commerciante e un vero e proprio intrattenitore. Non solo: si trattava anche di un Pakeha Maori, così come venivano e vengono chiamati i non Maori che però scelgono di vivere come un Maori (un altro esempio fu John Rutherford).

Attenzione, però, a non “esagerare”. L’appropriazione dei simboli della cultura Maori da parte di non Maori è infatti vista come una grave offesa alla popolazione ed è proprio per questo che sarebbe opportuno non andare a mostrare a casa loro dei tatuaggi Maori “casuali”, che magari avete scelto solo per la loro bellezza estetica, senza però preoccuparvi di capire che dietro ciascuno di essi c’è un vero e proprio mondo.

Per la popolazione Maori, l’arte del tatuaggio è un tapu, ovvero è insegnata dagli dei. Coloro che la eseguono sono conosciuti come tauha, e sono generalmente considerati come degli sciamani, ovvero come delle figure sacre. Per sottoporsi a una sessione di tatuaggi bisogna inoltre seguire un lungo percorso di purificazione, fin dai giorni precedenti, includendo in esso il digiuno e l’astensione da ogni rapporto sessuale per un determinato periodo di tempo.

Un moko è un tatuaggio facciale, utilizzato da uomini e donne, ma che storicamente fungeva prevalentemente per la popolazione maschile. Un moko evidenzia infatti il proprio status sociale e politico, andando a simboleggiare la posizione di potere di e autorità di chi lo indossa, e che pertanto può essere facilmente e immediatamente riconosciuta proprio dal suo moko.

L’arte del tatuaggio Maori si chiama ta moko. È un simbolismo così sacro che riceverlo è considerato un grande onore: Eva Rickard, attivista per i diritti sulle terre dei Maori, ha meritato un moko solo un anno prima della sua morte. Sicuri di credere di poterne avere uno?

Tatuaggi tribali Maori più comuni

Fin qui, una brevissima spiegazione del perché occorrerebbe andarci cauti con i tatuaggi Maori, considerando che la loro storia è fortemente e univocamente legata a quella del rispettivo popolo. Niente però vi vieta di poter trarre ispirazione da questi simboli per poter creare il vostro personalissimo tatuaggio tribale.

Tra i tattoo tribali Maori più comuni c’è ad esempio il Koru, una spirale, a forma ad anello. Il Koru rappresenta le nuove fronde di felce quando sono pronte a prendere il posto di una fronda morta e simboleggia pertanto la rigenerazione, la crescita e in generale un nuovo inizio.

Un altro tatuaggio tribale Maori piuttosto comune è Manaia, una creatura tradizionalmente rappresentata con la coda di un pesce, il corpo di uomo e la testa di uccello, sempre di profilo, perché un lato è nel nostro regno e l’altro lato è nel regno dei morti. Si dice che sia un messaggero tra vivi e morti, e anche un guardiano.

Il Tiki, altro tatuaggio tradizionale della cultura Maori, è il primo uomo nella mitologia di questa popolazione. La loro funzione principale era quella di collegare i membri della famiglia deceduta ai vivi, “indossandoli” come segno del ricordo. Oggi sono per lo più indossati come ciondoli o tatuati per esprimere un’identità culturale.

Tra gli altri simboli, si annovera anche l’amo da pesca, un simbolo che rappresenta prosperità e viaggi sicuri sull’acqua. Incorpora sia il motivo di pesce che l’amo, in un unico disegno. C’è poi il Kowhaiwhai, uno schema ricorrente che è oggi interpretato spesso come una base per i tatuaggi tribali. Era tradizionalmente scolpito su pali della casa, sulle canoe e sulle pale.

A questo punto, non ci resta che darvi un consiglio: provate a guardare la gallery che sotto abbiamo catturato per voi da Instagram, e cercate di comprendere quale tatuaggio tribale possa fare al caso vostro. Alcuni dei tattoo che sotto potete vedere sono stati richiamati dalla cultura Maori, pur apponendo diverse differenze per distinguerli da quelli originari e, in buona parte, renderli più vicini alle tendenze contemporanee.

Che ne pensate?

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