Gli arbitri di calcio possono tatuarsi? La risposta non è così semplice…

Vi siete mai chiesti se gli arbitri possono tatuarsi? La risposta non è così semplice come sembra.

Secondo studi recenti, circa un terzo dei giocatori presenta dei tatuaggi che sono visibili in campo. Quindi, i tattoos potrebbero riflettere realmente la dominanza, l’estroversione, l’aggressività traducendosi nel successo sul campo?

arbitri e tatuaggi
Canva photo

Secondo degli studi effettuati negli anni passati, i tatuaggi potrebbero essere associati alle prestazioni individuali o alla disciplina, ma l’impatto sui risultati complessivi della squadra non è ancora chiaro. Il successo di una squadra deriva da una combinazione di abilità personali, lavoro di squadra, opportunità e caso. Ovviamente bisogna considerare anche il ruolo svolto dall’arbitro, che in alcune partite si rivela cruciale.

Lo studio

Uno studio recente ha esaminato la prevalenza di tatuaggi tra gli arbitri di quattro campionati di calcio europei nella stagione 2021-2022, ovvero La Ligue 1, La Liga, la Premier League e la Serie A. Per i tatuaggi, sono stati presi in considerazione solo quelli visibili, ovvero quelli che possono essere visti in campo durante le partite ufficiali o gli allenamenti. I tattoo esaminati si trovavano: sulla testa e sul collo, sugli arti superiori, dalla manica della maglietta a metà del braccio superiore fino alle dita e sugli arti inferiori, dai pantaloncini ai calzini.

arbitro
Canva photo

Lo studio ha preso in esame 112 arbitri, ma tre sono stati esclusi per mancanza di immagini disponibili. Tra i 109 rimasti, 108 erano maschi: quarantadue provenivano dall’Italia, 25 dalla Francia, 20 dalla Spagna, 22 dall’Inghilterra. Solo due arbitri mostravano tatuaggi visibili sugli arti superiori, uno della Liga e uno della Premier League. Entrambi li avevano in zone molto discrete e quindi difficili da individuare: uno sul polso, ma nascosto dall’orologio da polso, e uno, la cui punta poteva essere notata, era sul bordo della maglietta. Non è stato possibile identificare il disegno del tatuaggio. Con un numero così basso, lo studio non ha effettuato ulteriori analisi delle statistiche degli arbitri.

La prevalenza di tatuaggi visibili tra gli arbitri di serie A è estremamente bassa e omogenea tra i vari Paesi. Gli arbitri infatti possono avere tatuaggi nascosti sul corpo (petto, schiena, spalle, inguine o piedi). Inoltre, alcuni indossano sempre maniche lunghe o grandi fasce da polso. Quindi la prevalenza dei tatuaggi è molto probabilmente più alta. Tuttavia, i risultati estrapolati da questo studio sono molto interessanti. La prevalenza di tatuaggi visibili tra i calciatori maschi è di circa il 34%-36% durante le competizioni internazionali o nazionali.

L’età potrebbe essere considerata un fattore, poiché gli arbitri sono più anziani dei giocatori. Tuttavia, sono nati principalmente tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80 e quindi appartengono alla generazione che ha abbracciato la tendenza del tatuaggio. Il senso di disciplina e il rispetto delle regole che guidano gli arbitri potrebbero essere associati alla riluttanza ad avere tatuaggi visibili.

Questi ultimi si terrebbero a distanza dai giocatori evitando di abbracciare le loro tendenze. Anche gli arbitri sono legati a un’immagine di disciplina: per molto tempo hanno vestito solo di nero. Infine, gli organi arbitrali che permettono agli arbitri di raggiungere i livelli più alti possono inconsciamente (o meno) accettare di più quelli senza tatuaggi visibili. È noto che i fattori esterni possono influenzare le decisioni degli arbitri, come illustrato dall’effetto delle partite giocate senza spettatori durante la pandemia. A causa della prevalenza di tatuaggi tra gli arbitri, essere tatuati potrebbe non influenzare le decisioni degli arbitri in campo.

Gestione cookie