Finisce all’ospedale per un tatuaggio. Incoscienza o sfortuna?

A Monza un uomo è stato ricoverato nel reparto di malattie infettive a causa delle conseguenze di un tatuaggio.

La brutta esperienza è stata utile all’uomo per lanciare un accorato appello, con l’invito a giovani e meno giovani a prestare sempre grande attenzione agli studi di tatuatori che si scelgono.

finisce in ospedale incosciente
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Se infatti ce ne sono tanti di ottimo livello, è anche vero che non sempre è così e che una disavventura come quella capitata all’uomo potrebbe accadere a chiunque.

Una storia dall’esito drammatico

L’uomo, malcapitato protagonista di questa vicenda, desiderava un ricordo che potesse celebrare la sua famiglia… “allargata”: una nuova vita si era infatti unita, venendo alla luce dopo nove mesi di attese.

tatuaggio
Un tatuaggio porta un uomo in ospedale: è accaduto nel monzese

Quella che avrebbe dovuto essere una ottima esperienza si è invece tramutata in un dramma e l’uomo è stato ricoverato in ospedale costretto a fare i conti con una brutta infezione causata proprio dal tatuaggio che aveva appena ultimato in uno studio di Monza.

La reazione è stata immediata: l’uomo è infatti iniziato a stare male già durante la seduta a cui si è sottoposto alla fine dello scorso mese di novembre per ultimare il tattoo.

Febbre alta e infezione in corso

A ricostruire quanto accaduto sono le stesse parole dell’uomo, che ricorda di aver iniziato ad avere freddo, a non sentirsi in forma e di aver dunque chiesto di interrompere il lavoro per ultimarlo in un secondo momento.

Nonostante ciò, il tatuatore non l’avrebbe ascoltato e avrebbe insistito per andare avanti, perché voleva finire il tatuaggio a tutti i costi.

Purtroppo, però, le cose sono peggiorate con il passare delle ore. La stessa sera del tatuaggio la febbre era già salita a 40. Immediata la chiamata al tatuatore che, dal canto suo, avrebbe cercato di rassicurarlo.

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Peccato che la situazione non fosse per niente rassicurante: alla febbre si era infatti nel frattempo aggiunta una grave irritazione alla pelle appena trattata, tanto che all’uomo non rimase altro da fare che andare all’ospedale San Gerardo, dove venne ricoverato per tre giorni nel reparto delle malattie infettive.

Una volta dimesso dalla struttura, l’uomo ha proseguito la cura per un mese, a casa, seguendo una terapia a base di antibiotici e cortisone. Non appena tornato in forze, ha deciso di contattare un legale e a chiedere una perizia a un medico legale, informando intanto il tatuatore di ogni azione intrapresa.

Chi ha ragione?

Il tatuatore non sembra voler riconoscere alcuna colpa, affermando di non c’entrare niente. L’uomo ritiene invece che il tatuatore non abbia preso tutte le protezioni previste. “Non sono uno sprovveduto e quello non era il mio primo tatuaggio: che qualcosa non stava andando per il verso giusto era per me evidente” – ha dichiarato l’uomo ai media.

Considerato che un primo tentativo di conciliazione attraverso gli avvocati non è andato a buon fine, ora l’uomo sta andando avanti per le vie giudiziarie e non perde occasione di lanciare un appello a quanti desiderano farsi tatuare.

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