L’assurda vicenda di un musicista che obbligava la ex a farsi tatuaggi di un certo tipo. Cosa è successo davvero?

Negli ultimi giorni è salita alla ribalta della cronaca la vicenda di un uomo che avrebbe costretto l’ex fidanzata a farsi dei tatuaggi di un certo tipo.

Una costrizione che, secondo le ricostruzioni che sono in corso di realizzazione, celerebbe anche ben altro, e su cui la magistratura sta indagando.

ex costringe la ragazza a fare tatuaggi
Tatuaggistyle.it

Che cosa è accaduto in Italia? Perché una ragazza veniva costretta dall’ex fidanzato, un bassista di una punk band, a farsi dei tatuaggi particolari?

La storia

Il protagonista di questa vicende è Marzio Dal Monte che, come ricordano i quotidiani su cui abbiamo letto la notizia, era bassista della punk band Avenue X ed ex militante di Forza Nuova.

tatuaggi
I tatuaggi spesso celano delle storie davvero strane…

Dal prossimo 20 aprile Marzio Dal Monte sarà processato con il rito abbreviato a Forlì con l’accusa di maltrattamenti, lesioni personali e violenza sessuale.

Stando a quanto afferma l’AGI, nel capo di imputazione ci sarebbe anche l’imposizione a una donna che frequentava di realizzare dei tatuaggi che manifestassero l’ideologia nazi-fascista, oltre che l’obbligo per la malcapitata a partecipare a raduni in occasione di varie ricorrenze celebrative in memoria di Benito Mussolini.

Secondo quanto afferma la pm Laura Brunelli, l’atteggiamento sarebbe inquadrabile in un contesto di isolamento da ogni rapporto sociale imposto alla vittima di questa vicenda (ancora da chiarire), a cui sarebbe stato impedito di avere amici, di uscire di casa con il telefonino e, ancora, pretendendo che non lavorasse e fosse sottoposta a un monitoraggio continuo di ogni sua comunicazione, anche effettuata via social network.

Pronta, comunque, la difesa dell’imputato. I suoi legali affermano che sono stati prodotti sufficienti documenti e relazioni di consulenti che smentirebbero le tesi dell’accusa e la presunta imposizione della fede nazista e di un tatuaggio che, invece, erano condivisi dalla persona offesa.

Per i legali dell’imputato, dunque, quella che sarebbe presunta vittima era in realtà persona che non solo non ha detto la verità, ma ha creato delle prove false.

Naturalmente, di parere opposto è Gianluigi Biondi, il legale che assiste la persona offesa, secondo cui sarebbe stato effettuato un vero e proprio lavaggio del cervello a sfondo nazi-fascista.

Per sapere la verità bisognerà ora attendere lo svolgimento del processo. Rimane, comunque, una vicenda che lascerà il segno in tutte le parti coinvolte…

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