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tatuaggi

L’estate sta arrivando e, con essa, il caldo che tradizionalmente arricchisce le nostre giornate, donandoci l’opportunità di sfoggiare il nostro fisico più o meno plasmato dalle attività fisiche invernali al mare o a bordo piscina. Tutto bene, dunque? Non proprio: chi ha il corpo ricoperto parzialmente da tatuaggi deve infatti tenere bene a mente una cosa che probabilmente non sapete, o state sottovalutando. Ma di che si tratta?

Una moda sempre più diffusa

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Cominciamo con il ricordare che i tatuaggi stanno divenendo sempre più diffusi in tutta Italia e in tutto il mondo. Un sondaggio recente, relativo al mercato statunitense, ha ad esempio evidenziato con tre adulti su dieci ne hanno uno, con una percentuale tra i Millennials sale al 47 per cento e tra i Gen Xers sale al 36%. Spicca inoltre un aumento generalizzato del 50 per cento nel corso degli ultimi quattro anni. Insomma, sempre più persone si fanno tatuaggi e sempre maggiore è l’attenzione che si ha nei confronti di questo tema.

Tatuaggi e estate: attenzione ai colpi di caldo

Introdotto quanto sopra, possiamo cercare di occuparci del tema protagonista del nostro focus odierno. Un recente studio condotto dall’Alma College del Michigan, ha infatti notato che le zone di pelle che sono ricoperte di inchiostro espellono circa il 50 per cento di sudore in meno rispetto a una parte che risulta essere priva di tatuaggi. Un dato di grande rilievo poichè, sostengono i ricercatori, sarebbe in grado di far comprendere come i tatuaggi possono alterare il modo con cui la pelle suda, aumentando i rischi di un possibile colpo di calore.

Il professore Maurie Luetkemeier ha in merito rilevato al Time che dall’esame dei campioni di sudore analizzati in laboratorio sarebbe emerso che quelli rilasciati dalla pelle tatuata avevano una maggiore concentrazione di sodio rispetto a quelli presi invece dalla pelle libera da inchiostro. Ma per quale motivo?

Secondo quanto afferma lo stesso professore, coautore dello studio, quando le ghiandole sudorifere producono il sudore, la pelle tende a riassorbire il sodio e gli altri elettroliti. Tuttavia, nel corso dell’esperimento gli scienziati si sono resi conto che in presenza di un tatuaggio, questo riassorbimento veniva parzialmente bloccato. Sebbene non sia ancora chiaro – sottolineano gli studiosi – se questo dipenda effettivamente dall’inchiostro, dal trauma dell’incisione o da una combinazione di entrambi i fattori, sembra comunque certo che vi sia una correlazione tra il tatuaggio e quanto rilevato.

Naturalmente, quanto sopra non deve naturalmente scadere in facili e inutili allarmismi. In altri termini, la presenza di un solo tatuaggio o di pochi tatuaggi non è certamente in grado di condurre a sensibili variazioni nella capacità di espellere il sudore. Lo stesso non si può certamente dire se l’area coperta dall’inchiostro fosse piuttosto estesa e soprattutto concentrata in quelle zone più ricche di ghiandole sudorifere, come le braccia, la schiena o altre zone. In questo caso è ben possibile che i tatuaggi possano essere in grado di interferire con la capacità della pelle di raffreddare il corpo e di trattenere alcuni nutrienti fondamentali, dando così origine a problemi di termoregolazione che potrebbero determinare improvvisi colpi di calore…

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