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Avete mai pensato di riprodurre sulla vostra pelle un bellissimo tatuaggio giapponese? Siamo sicuri che dopo aver guardato le tante foto che oggi abbiamo scelto di riportare e di condividere con voi, vi verrà una terribile voglia di valutarli! D’altronde, si tratta evidentemente di tatuaggi belli, ricchi di significati, dallo stile unico che li rende praticamente vicini a delle vere e proprie opere d’arte. Non ci resta dunque che orientarci tra dragoni e fiori di loto, tra foglie di bamboo e pesci, cercando di comprendere quale sia la loro origine, e quali siano i significati che sono in grado di darci!

Origine dei tatuaggi giapponesi

Contrariamente a quanto pensano tante persone, la tradizione giapponese dei tattoo non è antichissima nel tempo e, tra quelle che provengono dal lontano Oriente, non è certamente quella più remota. Naturalmente, questo non significa che i tatuaggi giapponesi siano nati… ieri. È tuttavia certo che sebbene alcuni tatuaggi rituali risalgano addirittura a epoche preistoriche, la maggior parte delle scuole giapponesi di tattoo sono nate durante il periodo Edo, nel Seicento: è proprio in questo secolo che esplode la moda (o, meglio, qualcosa di più) dell’Irezumi, una parola giapponese con la quale si vogliono indicare i tatuaggi e che hanno ben presto finito con il non essere semplici abbellimenti estetici, bensì arricchire di significato la pelle delle persone che sceglievano di riprodurre sulla propria pelle il modello di turno.

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C’è altresì da dire che non sempre l’origine dei tatuaggi giapponesi era così idilliaca, anzi: le autorità del tempo utilizzavano frequentemente i tatuaggi per poter marchiare in modo indelebile delinquenti e criminali recidivi. Una sorta di “bollino” che avrebbe dovuto far sorgere un sentimento di vergogna che avrebbe accompagnato il delinquente anche una volta espiata la pena.

Al di là di ciò, in Giappone si sviluppa con sempre maggiore positività la tecnica decorativa dei tattoo: una vera e propria arte da tramandare nei tempi, con la contemporanea nascita di tatuaggi che compaiono con il già ricordato scopo prettamente estetico, e che dopo secoli di evoluzione e di raffinamento si guadagneranno un posto di principale rilievo nel panorama mondiale.

Opere d’arte

In Giappone più di altrove i tatuaggi sono vere e proprie opere da “maestro”, e la figura del maestro dei tatuaggi nel Paese ha assunto un’importanza davvero specifica. Solo dopo tanti anni di “gavetta”, infatti, un allievo riusciva a far proprie le migliori tecniche di lavorazione, di mescola degli inchiostri, di raffinazione dei disegni, di disegno delle ombre e tanto altro ancora. Dopo una buona palestra di allenamento, partendo da anni passati a padroneggiare le basi della tecnica, l’allievo tatuatore riusciva ad affrancarsi dal maestro, ottenendo fama e notorietà proporzionali alla sua bravura.

L’ombra della Yakuza

Nonostante i migliori artisti del tatuaggio fossero oramai equiparati a “maestri”, nei tempi più recenti il significato del tatuaggio in Giappone è stato tradizionalmente associato con i membri della Yakuza, la mafia giapponese. Proprio per questo motivo i tatuaggi non sono proprio ben visti in Giappone, anche se negli ultimi decenni qualcosa sta lentamente cambiando, riabilitando il ricorso ai tattoo. Ad ogni modo, guai a pensare che oggi il tatuaggio in Giappone abbia riacquistato una nuova “linfa”: ancora oggi in molti bagni pubblici è fatto divieto entrare se si ha il corpo tatuato, seguendo una regola secondo cui le persone tatuate sono prevalentemente considerate persone di malaffare e, dunque, è meglio tenerle fuori da luoghi che meriterebbero il giusto relax e la giusta tranquillità. Tenete a mente che queste regole, ove applicate, valgono a 360 gradi e, dunque, anche nei confronti dei turisti stranieri: evitate pertanto di insistere…

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Temi dei tatuaggi giapponesi

Numerosi sono i temi che vengono utilizzati come oggetto nei tatuaggi giapponesi. Dai dragoni ai paesaggi più incantati, dai fiori di loto alle geishe, i tatuaggi giapponesi sono oggi in grado di rappresentare un ventaglio di ampissime alternative all’interno delle quali non dovreste poi faticare più di tanto nell’individuare veri e propri simboli immortali.

Ad ogni modo, attenzione a non confondere i temi dei tatuaggi giapponesi con l’unico elemento di distinzione che questi tattoo possono garantirvi. Oltre che i temi, infatti, a distinguere i tattoo giapponesi dagli altri è anche la particolare tecnica che i maestri tatuatori giapponesi hanno sviluppato: Tebori. Questa tecnica (che in italiano è traducibile, circa, come “scolpire a mano”) è molto diversa da quella che viene comunemente utilizzata in Occidente, dove da tempo si ricorre all’aiuto di macchine automatiche o semi automatiche. Di contro, il tatuaggio Tebori viene effettuato tecniche tradizionali e tecnologicamente meno complesse, che prevedono la fruizione di un bastone di bambù (oggi di materiali sterilizzabili) alla quale estremità viene fissato un ago (o una fila di aghi, a seconda del tatuaggio da realizzare) che viene fatto penetrare sulla pelle con movimenti ritmici.

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Naturalmente, come ben avranno modo di notare tutti gli appassionati di tatuaggi, in Italia non è assolutamente facile potersi far fare un tatuaggio tradizionale Tebori. Anche se molti appassionati si sono concentrati su questa particolare tecnica, è molto difficile ipotizzare che possano essere equiparati a veri e propri maestri giapponesi: proprio per questo motivo le persone che sono davvero convinte di voler realizzare un tatuaggio tradizionale Tebori originale non possono far altro che andare in Giappone e, qui, catturare un pezzo di storia e di cultura giapponese mediante un tattoo unico, una vera e propria opera d’arte da sfoggiare poi nel nostro Paese.

75 modelli da non perdere

Per poter ampliare ulteriormente la vostra scelta in materia di tatuaggi giapponesi, abbiamo ben pensato di riportarvi una gallery con 75 diversi modelli che vi consigliamo di guardare e di condividere con particolare passione con amici e amiche. Provate a comprendere se questi tattoo possano effettivamente fare al caso vostro, e quali sono gli oggetti e le tecniche che preferite. Successivamente, provate a portare la foto al vostro tatuatore di riferimento e cercate di condividere con lui se sia o meno la soluzione adatta. Non dimenticatevi di prendervi tutto il tempo che desiderate e… fateci sapere come è andata!

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